Le Gabelle.
Un luogo altro. Gli ho dedicato anche un racconto di Oramilano.
E passandoci il cielo si illumina in un attimo. Si popola di ricordi, di quelli vivi che senti il caldo sudore delle partitelle nella buca con JaPaLo, il perlage delle millesimate dopo gli esami finiti bene, il profumo fresco della pelle facendo l’amore sulla panchina del delfino con G, le sigarette fuori dallo Speakeasy, le foto del pancione di B, il Capodanno profumato di vaniglia, ventre nel ventre, godendosi l’infinito del cielo, sino alle sere di giugno nelle pizzate di fine anno di Gwen.
E poi mille e mille altri passaggi, rimasti indelebili, che ad iniziare ad elencarli s’inanellano in una catena senza fine.