Nello scorcio settembrino verso le Varesine viale Tunisia mi ha sempre dato soddisfazioni uscendo dal reticolo delle viette del Lazzaretto dove il cielo è anch’esso costretto dai cornicioni delle case del Tibaldi.
Il viale è il grande fiume che campeggia sui piccoli affluenti, una rete capillare brulicante di umanità. E’ segno indelebile della ferrovia che conduceva alla stazione Centrale quando ancora sostava in piazza della Repubblica.