«Ma certamente!»
In molti, vivendo all’Isola, l’hanno vissuto quel periodo di mezzo fatto di boati e stridii che arrivavano fino a Lambertenghi. Di polvere e scie di fango in Borsieri, di ponti sospesi su voragini impressionanti. Minniti illuminata a giorno tutta la notte, riflessi di vetrate in movimento su vecchie persiane scrostate.
Era il segno dell’invasione, della colonizzazione svettante.
Non un grande momento per la città.
Persino la “rotonda dell’altro amore” ha mostrato segni di nervosismo.
Anche il cembalaro ha cambiato abitudini. Intervistato da Repubblica ha confessato che con il sorgere dei grattacieli fatica a ritrovare il sole nel cortile del suo laboratorio.