E’ di luglio, è delle rassegne “segrete” che l’Arcobaleno pubblicizzava nella teca su Tadino, proprio davanti ai fiumi di Campari che da Zang non avevano orari ne’ regole.
Allora, per il titolo, l’ho ricondotto a B questo appunto: lei era ed è – tra le tante e infinite meravigliose cose – anche un vero e proprio ascensore per il patibolo. Per arrivarci – però – devi essere reo che da innocente non ci sali sul patibolo, no.
Qui si mischiano suggestioni di diverso tipo, primo tra tutti la Leggenda del santo bevitore che proprio non c’entra un cazzo di niente. Però Au revoir les enfants e il Danno si.
«È solo quando la memoria viene filtrata dall’immaginazione, che i film arrivano realmente nel profondo dell’anima»
Louis Malle