Quelle partenze la volo, che sei in ritardo e scommetti che ce la farai, che lasci indietro pezzi di valigia e tanti cazzi.

Quelle che dai un calcio alla porta, riempi i polmoni d’aria fresca, inforchi i wayfarer alle 7 del mattino e la giornata diventa un lunghissimo set.

Ecco, quella roba lì, ma ancora meglio.

Gli oroscopi? Mai seguiti, se non alla stregua di una lettura distratta e distaccata, sporadica e occasionale.

Certo che l’incipit è accattivante!

Un segno originale e imprevedibile come il vostro…

Oroscopo dell’anno 2018. Non saprei dire se oltre all’incipit c’è del vero.

Negli infiniti passaggi a nord-ovest, che contare non ho mai cominciato, ho sempre sentito un che di frizzante nel cambio treno di Verona.

Sembra, per il panorama cui sono abituato per tutto il resto dell’anno con gli scoiattoli, d’affacciarmi ad un formicaio.

Verona Porta Nuova mi fa questo effetto, tra l’euforia del passaggio-verso e l’andirivieni scomposto di passeggeri.

Cosa e anche dove?

Buio totale, questo APPUNTO è al momento completamente inutile.

Un enorme pompelmo o uno di quegli ibridi che ci divertiamo a coltivare in serre sperdute dall’altro capo del mondo?