Negli infiniti passaggi a nord-ovest, che contare non ho mai cominciato, ho sempre sentito un che di frizzante nel cambio treno di Verona.
Sembra, per il panorama cui sono abituato per tutto il resto dell’anno con gli scoiattoli, d’affacciarmi ad un formicaio.
Verona Porta Nuova mi fa questo effetto, tra l’euforia del passaggio-verso e l’andirivieni scomposto di passeggeri.