Granaglie, sassolini. Minuzie e dettagli.
Nel bene e nel male, se scelti accuratamente, fanno la differenza.
Natale ’26, il giorno delle calamite da Graziella. Oggi torno a trovarla, ma con calma.
Granaglie, sassolini. Minuzie e dettagli.
Nel bene e nel male, se scelti accuratamente, fanno la differenza.
Natale ’26, il giorno delle calamite da Graziella. Oggi torno a trovarla, ma con calma.
È stato il tema dei regali ’26: CALAMITE DA FRIGO, autoprodotte, ovvio.
Il vero regalo erano i magneti.
Con un punto di colla a caldo abbiamo ridato vita a cianfrusa alla fine del viale, ben oltre il tramonto.
Sono stati e saranno un non luogo dove la vita, pur passando, ha sempre trovato conferma, intrecciando l’ultimo sfilaccio con quello precedente, quasi a tessere il senso.
Da un pezzo ho rinunciato a scendere nel piano del canale di livellamento, cosa impensabile un tempo. Oggi sono un pochino trascurate, impicciate da qualche cartaccia maleducata. Torneranno a splendere, ma spero non troppo illuminate, affinché non perdano il proprio spirito di luogo accogliente.
Le Gabelle. Un luogo altro. Gli ho dedicato anche un racconto di Oramilano. E passandoci il cielo si […]
Un regalo per me.
Passi solitari nella notte di Natale in luoghi che, negli ultimi 40 anni, sono sempre stati familiari.
Qui Castelfidardo assonnata come sempre, oggi svegliata solo dalle ambulanze nel nuovo ingresso del PS.
Un tempo la chiamavamo la Porta, riferendoci alla strada che dava accesso alla zona di Solferino.
Poco prima dello scatto di questo Appunto c’è o c’era lo Speakeasy; ricordo ancora la sorpresa nello scoprirlo, io in quella zona ero di casa, accadde grazie all’intensa attività di night crawling di Luca e Flora.
Aveva luci fioche e una tavolo sulla sinistra che ci piaceva tanto.
PS: non rinuncerò all’uso, certo americaneggiante, di un’abbreviazione oggi divenuta ambigua. Si scrive XMAS e si traduce Natale. Nessuna alternativa.
Che sorpresa caro Luca: il dono nel dono. La nostra amicizia che scrolla il calendario facendo tremare anche il millennio.
Poi la Notizia, le coincidenze, l’arrivo in compagnia di Gwen, l’intrufolamento, il saluto a Micol, un selfie ricordo travolto dall’emozione e finalmente la comparsa del pargolo. Evviva! Anche Dio benedica Andrea.
Dai dai dai! A nostro modo.
Ti voglio bene.
Confesso. M’ero scordato cos’era questo spettacolo del VIAGGIO, erano diventati meri spostamenti. Vergogna! Travel recharges.
Quelle partenze la volo, che sei in ritardo e scommetti che ce la farai, che lasci indietro pezzi di valigia e tanti cazzi.
Quelle che dai un calcio alla porta, riempi i polmoni d’aria fresca, inforchi i wayfarer alle 7 del mattino e la giornata diventa un lunghissimo set.
Ecco, quella roba lì, ma ancora meglio.
Da un certo tempo, non saprei dire se un anno, rientrando a casa rinuncio volentieri alla comodità della corriera per salire a Coredo. Inizialmente era obtorto collo. Poi ci ho preso gusto, come in Colle ventoso.
Non importa se lo percorro con il cappottino di ritorno da Milano o in maglietta fuori stagione. Il sudore che compare all’altezza del laghetto, prima del tratto in ombra che precede il paese, sembra un premio.
Qui rientravo dopo il primo soggiorno dai Sini.
Anche rincorrendo il tempo sino alla maratona non mi riesce di trovare un Natale simile nella mia vita.
Deve ancora iniziare ma da giorni sento le campanelle delle renne dietro ogni angolo.
Persino gli algoritmi, lasciati senza briglie, interpretano le wibes alla perfezione.
E alloraaa!
Veramente non c’era un altro posto dove lasciare la bambola ritrovata?
E quella volta che uno sbarbato non tanto giusto e i suoi amici ambigui hanno interrotto il decollo instillando il panico a bordo?
Io c’ero.
Esiste un “gruppo di ascolto” col quale condivido le inserzioni matrimoniali dell’Adige. Le trovo spassose, meglio se interpretate ad alta voce con pathos.
Alcune, nel corso degli anni di appassionato screening, hanno proprio lasciato il segno.
Beh…
Se non altro la falla nella copertura è ben segnalata…
In partenza per LIN alla pre-vigilia di Natale.
Settimana sarda davvero sorprendente.
Mancheranno le pizze al volo facendo free-style tra il bancone e la valle che ritira la pizza della domenica sera
Giù a spingere!
No WORDS
Eccole, un tempo le trascuravo. Un tempo.
Uno dopo l’altro, scalette belle, rimonto i vostri scalini 25 anni dopo. Allora mi separavano da Sa Duchessa oggi dal Bastione, nuova destinazione.
Tutta la piazza è rinata, anche Salita S.Chiara è irriconoscibile, tu no: hanno cercato di aggirarti con l’ascensore ma è già in pensione, così son tornati i tuoi marmi sbeccati e sdruccioli.
Evviva.
Effetti del turismo?
Magneti a perdita d’occhio da far ingelosire Talete.
Marco ne impazzirebbe.
E sarà pure che qualcuno dice d’essersi abituato.
E sarà che ilportoésempreilporto…
Ma sarà che una meraviglia così…
Ed eccoli riemergere davanti la sede del CIS di Renzo Piano i binari del tram che portavano al Poetto.
Sarebbe bello farne qualcosa con questi bei reperti.
Pur stravolta dalle orde delle nuove rotte mediterranee ancora addormentata ti riconosco.
La tua pianta semplice ma non prevedibile fatta di perpenvicoli talvolta devianti è antica, eppure non invecchia mai.
Fanno 30. E sono anni. Il bastione albeggiante nel silenzio della domenica mattina, squarciato appena dai gabbiani affamati, […]
Incerto sino all’ultimo.
Per la data disponibile, 12 dicembre, che solitamente dedico ad altri pensieri.
Ma SER O NO SER sembra in parte scritto per giornate come oggi. Il monologo di Amleto una vera e propria esortazione.
Grazie Xavier. Comunque.
Tra le tante suggestioni di vita che nel tempo, sovente troppo da lontano, ho sognato di condividere con te, la Fura non era mai comparsa.
Il teatro, la fotografia, il design, la città, un certo modo di andare in giro per Milano in bici di tutto questo turbinio qualcosina abbiamo messo insieme.
Ma la Fura mai. Fino ad oggi.
Chiedimi se sono felice. Anzi no, inutile.
Aumentano le corone.
Raddoppiano le transenne.
Il resto invece sfila in silenzio sullo sfondo.
Tutto fantastico. Mmmf…
Nessuno sa sino a quando le ombre delle indagini si allungheranno su una certa parte dell’edilizia meneghina.
Nel frattempo, ore 9.38, altre ombre si proiettano a terra.